Chitarre folk - Quirino Web

Quirino Trovato
chitarre e altri strumenti a corda
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Chitarre folk

Lapio/Hoffmann
Dopo una prima esperienza su una chitarra "folk" (in realtà dovrei dire flat-top, ma così capiscono anche i meno specialisti) soprannominata non senza un certo sarcasmo durante il corso con Beppe Gambetta "la chitarra più bella del mondo" (per fare rima con la marca), riuscii ad acquistare una chitarra del liutaio Bruno Lapio (J. K. Hoffman), e qualitativamente ho fatto un salto da gigante....
Anche questa inizialmente mancava di pick-up, e quindi ho montato un preamplificatore con equalizzatore a tre vie e pick-up sotto il ponte.
Dopo un'onorata carriera, questa chitarra è stata sostituita da un'altra dreadnought di Lapio (che è passata in mani - speriamo - migliori delle mie), e ancora da una chitarra fantastica, sempre dello stesso costruttore: quest'ultima, che è diventata lo strumento "top" della collezione "flat top" (e scusate il bisticcio...), ha la tavola in cedro, fondo e fasce in mogano, manico in mogano con tastiera in palissandro, filetti in noce, decorazione in abalone alla buca, spalla mancante di tipo fiorentino, armrest di John Pearse; trasduttore piezo al ponte e pre Fishman, e meccaniche mini Gotoh. Nel catalogo Hoffman ha la sigla FFL-56.
Altra bella chitarra della collezione è una Breedlove Passport C250/COe: tavola armonica in cedro rosso, fasce e fondo in ovangkol (bellissime le venature di questo legno!) e Passport tuner VTC retroilluminato con accordatore cromatico incorporato.
Per i viaggi, o per quando vado in vacanza, Bruno mi aveva consigliato una Kustom, alla quale abbiamo applicato un piezo sotto il ponte e un pre molto semplice (comando volume e timbro): è quella a forma di violino che vedete qui sopra, accanto ad un amplificatore Kustom per acustiche: oltre ad essere piccola e maneggevole (è proprio una chitarra da viaggio...) ha anche un suono potente che non ti aspetteresti (l'ho utilizzata diverse volte nei concerti con la Nickey Nick Band e Di Terra in Terra). Con un'altra di queste chitarre, ho fatto uno strumento diverso (cinque corde doppie, a metà strada tra una chitarra battente e un bouzuki, ma comunque ha una sua particolarità...). Ne avevo anche un'altra, ma l'ho venduta (a un mio allievo).
Da un'eredità, è arrivata anche una Eko, anni 70, modello Junior, ovvero la famosa chitarrina, comprata in un negozio alla Stazione Termini di Roma, che Battisti ha usato a “Teatro 10” in "Eppur mi son scordato di te" dal vivo (1° maggio 1971). La stessa chitarra è stata usata per l’intro dal vivo di "Dio mio no" e il playback di "La canzone del sole" nella trasmissione “Cento di queste notti” andata in onda il 31 dicembre 1971. Non è quella, intendiamoci: è lo stesso modello. Tra l'altro la mia dovrebbe essere di qualche anno più giovane. Più tardi è arrivata anche una Eko "Studio L": lo so, non sono chitarre di gran pregio, ma la Eko ha un posto speciale nel mio cuore...
La 12 corde che vedete come ultima immagine invece è una chitarra che è arrivata in casa nel 2013 in condizioni terribili e che probabilmente avrà vita breve: è una Arirang, chitarra sudcoreana, fine anni '60/inizi '70. Ha un grosso problema al truss-rod, riparabile solo con una spesa non indifferente per una chitarra modesta come questa. Dopo cinque anni mi sono deciso e l'ho rimessa in pista ripulendola, rifacendogli il ponte e il capotasto (che mancavano), sostituendo le meccaniche poco funzionanti (ne avevo un set preso tanti anni fa), rimettendo il battipenna (che era nero, ma il calore l'aveva scollato e deformato), e per un po' mi ci potrò divertire. Poi, si vedrà. Nel frattempo mi è stata regalata una Eko Ranger XII EL, con manico da regolare e qualche altro piccolo difetto, ma appena sarà in buone condizioni metterò la foto.
"pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare una chitarra"
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